Istituto Professionale Servizi Alberghieri e della Ristorazione
Amerigo Vespucci
M i l a n o
homevesp.gif (1460 byte)
line.gif (1131 byte)

La cospirazione a tavola

Le osterie e i caffè di Milano, tradizionalmente luoghi di incontro e di chiacchiere, nel 1848 divennero anche luoghi di cospirazione.
Cospirare a tavola é antica tradizione milanese: già Amatore Sciesa era cliente fisso dell'Osteria della Cazzuola, che così si fece un nome più tardi tra i giovani rivoluzionari lombardi.
Al Caffè della Peppina, in Via Cappello, si riunivano i componenti della corrente democratica.
Si ritrovavano al Caffè della Cecchina, posto di fronte al teatro alla Scala, a parlar di politica e a tesser trame i giovani del gruppo monarchico costituzionale.
Curiosa situazione si verificava in Corsia del Giardino: al Caffè Cova si ritrovavano le Giubbe Bianche (ufficiali dell'esercito austro-ungarico), mentre le teste più calde come Belgioioso e Resta si riunivano nella vicinissima casa Marardet .
Cesare Correnti teneva il suo quartier generale presso Il Cervetto, osteria in contrada Rebecchino.
Appena discesi dal treno della nuova linea Milano-Treviglio facevano tappa al Gatto Nero in Ortica giovani armati di falce, forconi e moschetti e adorni di coccarde tricolori. Da qui ripartivano per portare rinforzi alle barricate in Porta Tosa.
Non molto lontano dall'Ortica, dove era situata la polveriera, Radetzky pranzava quotidianamente alla Trattoria dell'Oppio
Famose osterie "patriottiche" dell'epoca furono anche quella del Cadenino in via della Signora e L'Isola Bella nei pressi di Via Cappello.
Numerosissime erano comunque le osterie suburbane, ciascuna delle quali offriva attrattive proprie: si andava al Monte Tabor a vedere le montagne russe, ai Beritt in Via della Pace per ridere dei lazzi di Gioppino o a Gratosoglio all'Isola Fiorita dove i contadini innalzavano, ogni domenica, l'albero della cuccagna.
Un cartello con la dicitura "Qui, pesce sempre fresco" era affisso all'esterno del Pellegrino fuori di Porta Tosa.
Il Ronchetto, fuori di Porta Ticinese, era famoso per le rane che si trovavano in abbondanza in quel territorio acquitrinoso.
Alla Mercasciada i milanesi si recavano, in primavera, per mangiare gli asparagi.
Famosissima poi era (ed è ancora) la Cascina dei Pomi, posta sul naviglio della Martesana, tra Porta Comasina e Porta Nuova, citata anche da Carlo Porta nel "Brindes per on disnà alla Cassinna di Pomm el dì 14 Magg 1809".

dove... allora

cosa si mangiava

cosa si beveva

up
lblu.gif (1548 byte)