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Programma per la trasparenza e l’integrità

Il modello di prevenzione disegnato dalla L. 190/2012 appare improntato alla realtà tipica dei Ministeri ai quali risulta di immediata applicazione.

Con l’adozione delle “Linee guida sull’applicazione alle istituzioni scolastiche delle disposizioni di cui alla legge 6 novembre 2012, n. 190 e al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33”, lo scorso 13 aprile 2016 (delibera n. 403)  si è cercato di  colmare una lacuna normativa derivante dalla mancata previsione nel testo legislativo di  apposite disposizioni dedicate alle scuole.

Sono state, in particolare, fornite indicazioni volte a orientare le istituzioni scolastiche nell’applicazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza, tenuto conto delle caratteristiche organizzative e dimensionali del settore dell’istruzione scolastica e delle singole istituzioni, della specificità e peculiarità delle funzioni, nonché della disciplina di settore che caratterizza queste amministrazioni.

In particolare viene affrontato il tema dell’individuazione delle figure a cui affidare gli incarichi di  Responsabile della prevenzione della corruzione e di Responsabile della trasparenza e, quindi, il compito di predisporre il PTPC e il PTTI per le istituzioni scolastiche.

Considerato il ruolo e le funzioni  del dirigente scolastico, che è competente ad adottare tutti i provvedimenti ed atti gestionali per la scuola di cui è responsabile, e dato il particolare rapporto esistente tra le scuole e l’Amministrazione ministeriale, il responsabile della prevenzione è individuato nel Direttore dell’Ufficio scolastico regionale, o per le regioni in cui è previsto, nel coordinatore regionale. Considerato l’ambito territoriale particolarmente esteso, al fine di agevolare il RPC, i dirigenti di ambito territoriale operano quali referenti del RPC.  Il responsabile della trasparenza è individuato in ciascun dirigente scolastico. Ciascun RPC cura l’elaborazione della proposta di Piano di prevenzione della corruzione di ambito regionale avvalendosi della collaborazione dei referenti di ambito territoriale e dei dirigenti scolastici del territorio.

I Piani di prevenzione della corruzione regionali saranno, a conclusione delle attività di mappatura dei processi,  articolati in sezioni dedicate alle diverse tipologie di istituzioni scolastiche statali. I PTPC sono approvati dal Ministro ai sensi dell’art. 1, co. 8, della l. n.190/2012.

Con il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità qui presentato, l’Istituto Professionale per i Servizi dell’Enogastronomia ed Ospitalità Alberghiera “A. Vespucci” di Milano, intende dare attuazione al principio di trasparenza, intesa non più come semplice  accesso agli atti, bensì come  “accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l‘attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”.

L’obiettivo fondamentale che si è condiviso e si cercherà di sviluppare è quello di mettere a disposizione dell’intera collettività tutte le “informazioni pubbliche” trattate dall’amministrazione,  secondo il paradigma della “libertà di informazione”, dell’open government di origine statunitense e fornire una nuova dimensione del concetto di trasparenza amministrativa intesa come flusso costante di informazioni per permettere una vera condivisione e per generare ad ogni livello di intervento il concetto di  responsabilizzazione da parte di tutti gli operatori e portatori di interesse nei confronti delle attività della nostra scuola.

La recente approvazione della legge 124/2015 proprio in questo senso modifica e amplia ulteriormente il concetto di trasparenza, sia prevedendo una prossima razionalizzazione e puntualizzazione degli obblighi di pubblicazione nei siti istituzionali, che richiamando una più generale adesione ai principi del FOIA (Freedom Of Information Act) in relazione al “riconoscimento della libertà di informazione attraverso il diritto di accesso, anche per via telematica, di chiunque, indipendentemente dalla titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti, ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, salvi i casi di segreto o di divieto di divulgazione previsti dall’ordinamento e nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi pubblici e privati…”.

Il presente Programma triennale per la trasparenza 2016-2018  del IPSEOA A. Vespucci, costituisce una bozza  a disposizione, in via primaria, di tutti coloro che direttamente vivono la realtà scolastica e si inserisce nel contesto normativo ad oggi in vigore, con particolare attenzione alla sua prossima evoluzione. Tra le motivazioni di questa scelta operativa la consolidata volontà di rendere tutta la “comunità scolastica” compartecipe nella elaborazione e definizione, come primo approccio, delle politiche di indirizzo, al fine di avere una più ampia visione di insieme da cui far nascere azioni di miglioramento condivise.

Note

Si ricorda che il riutilizzo dei dati di cui è prevista la libera fruizione recentemente ribadita dal D. Lgs. 33/2013 è possibile solo ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (“Codice in materia di protezione dei dati personali” – Legge sulla Privacy): nei casi in cui il riutilizzo di tal dati fosse necessario, si deve chiedere il consenso all’interessato per la loro ripubblicazione.

Programma Triennale della Trasparenza e della Integrità USR Lombardia

Programma Triennale della Trasparenza e della Integrità IPSEOA Vespucci

 

Agg. 12/07/2016  Rizzo

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